Ricercare nelle sonorità, immergersi tra i suoni reali e percepiti così come in quelli possibili, immaginati e immaginabili, significa mettersi in gioco con le proprie sensibilità percettive, d’ascolto in particolare.
E’ un modo per mettersi alla prova anche in situazioni nuove, da sperimentare in contesti nei quali il suono e le sue manifestazioni possono non essere in prima battuta l’elemento caratterizzante, ma dove la presenza di suoni, ‘inosservata’ e inascoltata, può riservare sorprese e scoperte.
Gli ambiti non preposti a ‘canoniche’ manifestazioni sonore, meno usuali e meno ovvi o quelli che in apparenza sembrano non interessati e poco investiti dalle sonorità sono comunque e sempre abitati da esse, seppure in misura diversa, variabile, a volte imprevista.
Proprio da questa premessa ho ipotizzato reali attività e pratiche di ascolto, che possono assumere le caratteristiche di percorsi laboratoriali ‘di scoperta’, che, invitando i partecipanti a un coinvolgimento attivo, li interrogano in prima persona. Ne è un esempio il laboratorio Scoprire suoni tra luoghi e oggetti di un museo - di cui si trovano le riflessioni e le restituzioni condivise, le rielaborazioni grafiche e alcuni frammenti sonori, rispettivamente in questo testo, e nella sezione documenti di questo sito.
Il laboratorio - che ho proposto in occasione dell’iniziativa «Il Diritto di Essere Bambini – edizione 2011» (evento organizzato dall’Università di Milano-Bicocca, Facoltà di Scienze della Formazione in collaborazione con il Triennale Design Museum di Milano nelle giornate del 15, 16 e 20 novembre 2011) - è stato realizzato tra lo spazio Agorà e gli ambienti della mostra “Le fabbriche dei sogni”, la quarta mostra tematica dedicata al design allestita presso il Triennale Design Museum di Milano tra il 5 aprile 2011 e il 4 marzo 2012.
Il percorso laboratoriale ha coinvolto un gruppo di studenti del corso di Pedagogia Interculturale (Corso di laurea in Scienze dell’Educazione – Università di Milano-Bicocca) ed è stato organizzato come momento formativo a loro dedicato: la partecipazione infatti prevedeva l’alternanza tra il coinvolgimento diretto durante l’esperienza e momenti di riflessione e valutazione critica rispetto ai portati pedagogico-educativi della proposta. La progettazione, la descrizione del laboratorio e alcuni momenti della sua realizzazione, si trovano esposti e documentati nel saggio “Scoprire suoni tra luoghi e oggetti di un museo” in Giusti, Franchi, Gianoncelli, Lugarini, Forme Azioni, Suoni per il diritto all’educazione, Guerini editore, Milano 2012.
In questa sede propongo (con l’aiuto di supporti multimediali) alcuni momenti dei vissuti partecipati dei fruitori insieme ai momenti di riflessione e condivisione del lavoro come parte del percorso e più ampia rielaborazione formativa da parte degli studenti che hanno partecipato al laboratorio.
Il laboratorio - avviato nello spazio Agorà dedicando il momento iniziale all’apertura del setting e alla preparazione per le fasi successive - si è svolto percorrendo ed esplorando lo spazio della mostra e i molti oggetti in essa contenuti. Ad alcuni oggetti, particolarmente ‘sonori o risonanti’ è stata dedicata maggiore attenzione, momenti performativi e pause di riflessione condivisa.
L’impegno conclusivo del percorso laboratoriale prevedeva una rielaborazione individuale, di parola o grafica, che restituisse in modo sintetico i vissuti esperienziali, e una rielaborazione collettiva che rendesse simbolicamente il portato dell’esperienza conclusiva di riflessione e costruzione condivise.
I cartoncini Il ricorso a cartoncini e pastelli colorati durante le fasi conclusive ha permesso di restituire parole, disegni, colori, narrazioni grafiche. Ascolto, stupore, riflessione, scoperta: sono i termini più ricorrenti che definiscono l’esperienza del laboratorio, ma emergono molte altre parole e altri concetti, insieme a simboli e metafore. Silenzio, rumore, riflessività, domande, maschera, interesse, meraviglia, si alternano ai disegni che rappresentano un sole, una chiave di violino, una spirale, note musicali, un cuore, un arcobaleno. «Esperienza sospesa» dà il titolo al disegno di una clessidra contenente un orecchio appoggiato sulla sabbia che scorre; qualcun altro ha optato per tanti segni gialli che disegnano un andamento all’infinito tra anfiteatri-orecchie, mentre un altro disegno contiene onomatopee colorate racchiuse da una cornice. Altri riportano parole: creatività, emozione, «oggetti ‘parlanti’…tutto ha voce…ascolto!», Immaginario sonoro, oppure un percorso spiraliforme disegnato in rosso che parte dal centro e si espande in andamenti circolari per ricondurre di nuovo al centro lungo una linea retta. Una sintesi ‘generale’ si trova nel biglietto che riporta la frase: «sperimentare/rsi in 1 dimensione ALTRA, NUOVA».
Nell’ultima fase del nostro laboratorio si è voluto sottolineare il legame tangibile con l’esperienza di esplorazione sonora attraverso la realizzazione di un girotondo grafico, citazione del Girotondo (vassoio di Alessi) presente in mostra. Oggetto particolarmente significativo nella sua forma (sul bordo del vassoio è intagliato un girotondo di bambini stilizzati) è stato assunto come oggetto simbolo per la fase rielaborativa. Tutti i cartoncini realizzati sono stati sistemati su un piano in modo da riprodurre graficamente un cerchio, mentre un girotondo sonoro si costruiva con le voci dei partecipanti che a turno leggevano i contenuti di ogni cartoncino. In questo modo è stato possibile ascoltare i pensieri e le emozioni riportate da ciascuno, ma anche dare voce alle riflessioni sui contributi altrui e farle interagire con le proprie.
L’ultima sequenza della fase rielaborativa si è concretizzata in un Arcimboldo d’idee: simbolo della fase metariflessiva, è una realizzazione composta con tutti i cartoncini prodotti. La scelta dei disegni e delle parole adatte a dare un volto parlante - metafora della totalità dell’esperienza - è stata frutto di un lavoro interpretativo e della ‘contrattazione’ collettiva sulla scelta dei disegni o delle parole giuste che restituissero metaforicamente gli occhi, la bocca, e le altre componenti significative nella realizzazione di un volto-Arcimboldo. L’immagine/rappresentazione è stata ottenuta disponendo i cartoncini a formare un volto come si trattasse del completamento di un puzzle. Come testimonianza, si riportano alcuni frammenti indicativi delle scelte condivise e dei significati assegnati a immagini e parole: «Questi due sono i disegni più visivi quindi potrebbero essere gli occhi»; «Per l’orecchio quello là, la clessidra con dentro l’orecchio»; «La parola ‘emozione’ può costituire le guance…», «mentre ‘riflessione’ è la mente, così anche ‘creatività’»,«…ma anche ‘interesse’ e ‘ascolto’, si possono collocare nella testa …».
Diventa significativo sottolineare ad esempio la scelta, nella fase di composizione, di destinare il termine condivisione a rappresentare la bocca e il senso della comunicazione verbale – quindi sonora – che tramite il linguaggio consente di relazionarsi e narrare le proprie esperienze. Così anche la parola collegamento viene proposta per il collo, quella parte del corpo che tiene insieme sopra e sotto, mente e corpo: termine metaforico che applicato ad ambiti più vasti indica la possibilità di riconnettere quanto considerato abitualmente separato, interrogando così in modo critico il dualismo mente-corpo che caratterizza ancora le moderne culture occidentali.
Le rappresentazioni del Giro(tondo) di parola e dell’Arcimboldo d’idee, insieme ai cartoncini realizzati si trovano nella sezione documenti di questo sito. Attraverso il laboratorio si è realizzato un percorso: esso ha facilitato la condivisione di riflessioni e la costruzione di restituzioni significative. Ma le rielaborazioni hanno sollecitato anche produzioni individuali.
Un esempio …. Elena Brambilla - “Dove appoggi lo sguardo”- olio su tela, 35x50, dicembre 2011 In ordine alfabetico riporto i nomi degli studenti che hanno preso parte al laboratorio e hanno dato voce e colore alle riflessioni: carmen amanda balanescu , sara beretta, chiara bernasconi, elena brambilla, valentina calciano, elisa cantarella, rossella casaburi, francesca cavicchioli, chiara ciccardi, sissi deufemia, luca di leo, silvia filosa, paulina grassi, maria francesca guarnaccia, chiara lo conti, deborah lomazzi, pamela vitali, fabio ingenito e anna mauri . tullia gianoncelli